Attacchi di Panico: quando il Dio Pan risveglia la nostra parte più istintuale

07/11/2024

Il panico è l'eco improvvisa del Dio Pan che risuona dentro di noi, ricordandoci che ciò che temiamo può rivelarsi la porta verso una vita più autentica.
Origini e significati del termine “panico”
La parola "panico" deriva dalla divinità greca Pan, dio delle foreste e dei pastori, conosciuto per provocare improvvisi e terrorizzanti attacchi di paura in chiunque disturbasse la sua quiete. Il panico può essere definito come un «episodio acuto d'ansia caratterizzato da tensione emotiva e terrore intollerabile che ostacola un'adeguata organizzazione del pensiero e dell'azione» (Galimberti, 2018). Pan, nel mito greco, rappresenta la forza incontenibile e selvaggia della natura, incarnando ciò che nella psiche è rimasto incontaminato, potente e spesso temuto.

Cos'è un attacco di panico?
L’attacco di panico si manifesta con una serie di sintomi sia psicologici che fisici: «fenomeni di depersonalizzazione e derealizzazione, accompagnati da turbe vegetative quali ipersudorazione, pallore, palpitazioni, dispnea, tremore, senso di svenimento, soffocamento e tachicardia» (Galimberti, 2018). Questi sintomi sono improvvisi e raggiungono rapidamente l'apice, lasciando poi un senso profondo di prostrazione.
Chi vive un attacco di panico lo descrive come un'esperienza estremamente sgradevole e spaventosa, spesso confusa con un episodio cardiaco o un'emergenza medica, a tal punto da ricorrere frequentemente ai servizi di pronto soccorso.

Il panico come segnale simbolico
Secondo James Hillman, il panico non sarebbe altro che la manifestazione di una paura profonda della propria natura istintuale, simboleggiata dal dio-capra Pan. Hillman sostiene infatti che «essere senza paura, privi di angosce, invulnerabili al panico, significa perdita dell'istinto, perdita di connessione con Pan» (Hillman, 1972). Il panico dunque, nel suo aspetto simbolico, ci richiama a qualcosa di autentico e primordiale che abbiamo forse trascurato o represso nella vita quotidiana.

Panico e psicoterapia: affrontare l'ombra per ritrovare sé stessi
Gli attacchi di panico possono apparire come nemici, ma in realtà rappresentano spesso un'opportunità per entrare in contatto con aspetti nascosti e autentici di sé. In psicoterapia, specialmente in quella ad orientamento psicodinamico, l'attacco di panico non è visto semplicemente come un disturbo da eliminare, ma come un sintomo portatore di significato, un messaggio profondo che necessita di essere ascoltato.
La terapia diventa quindi uno spazio sicuro dove esplorare la radice simbolica del panico, aiutando il paziente a ricostruire un senso di integrità interiore e a gestire il terrore non attraverso l'evitamento, ma attraverso la comprensione e l'accettazione di sé.

Come la psicoterapia può aiutare
La psicoterapia psicodinamica considera il panico come un'occasione per affrontare conflitti interiori non risolti, paure arcaiche o esperienze traumatiche rimaste intrappolate nella psiche. Con l'aiuto del terapeuta, si esplorano le cause profonde dell'ansia, si dà voce alle emozioni represse, si ricostruisce una narrativa coerente della propria storia e si imparano nuovi modi di rispondere al terrore.
Attraverso un percorso terapeutico si acquisisce maggiore consapevolezza di ciò che provoca realmente l'attacco di panico, che spesso non è l'ambiente esterno ma una tensione interiore incompresa e non elaborata.

La paura che trasforma
In ultima analisi, il panico ci mette faccia a faccia con la vulnerabilità umana, con l'incontrollabilità della vita e con il nostro bisogno di integrazione degli opposti. Il panico può infatti nascere sia da un pericolo reale che da «tensioni interne avvertite come minacciose»; in ogni caso, il suo significato profondo può aiutarci a riprendere contatto con parti essenziali e dimenticate di noi stessi.
L'attacco di panico non deve essere perciò considerato semplicemente una malattia, bensì un invito perentorio della psiche ad affrontare ciò che abbiamo ignorato, a recuperare una connessione con la nostra istintualità perduta e a scegliere consapevolmente il cammino della crescita personale.

Conclusione: ascoltare il Dio Pan
Il panico, dunque, non è soltanto sofferenza, ma anche potenziale trasformativo. Attraverso un percorso terapeutico appropriato, ciò che inizialmente è vissuto come un limite può divenire una risorsa per acquisire una nuova coscienza di sé.
Come l'urlo di Pan risuona nella natura incontaminata per ricordarci la sua presenza, così il panico risuona dentro di noi per ricordarci chi siamo davvero e cosa veramente desideriamo dalla vita.
Chiedere aiuto ad un professionista, iniziare un percorso di psicoterapia, non è dunque un atto di resa, ma un gesto di coraggio e di rispetto verso la propria natura profonda.

📚 Fonti e riferimenti
Galimberti, U. Nuovo Dizionario di Psicologia, Feltrinelli, 2018 – voce: “Panico”.
Hillman, J. Saggio su Pan, Adelphi, 1972.
APA, DSM-5 – Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, Raffaello Cortina, 2014.
Lingiardi V., McWilliams N. PDM-2 – Manuale Diagnostico Psicodinamico, Raffaello Cortina, 2020.
McWilliams, N. Psicodiagnostica psicodinamica, Raffaello Cortina, 2012.
Jung, C.G. La dinamica dell’inconscio, Bollati Boringhieri.